Padre Joe Fitzgerald (immagini tratte dal sito della diocesi di Rockville Centre)
Padre Joe Fitzgerald (immagini tratte dal sito della diocesi di Rockville Centre)

Vent’anni fa la grande convocazione nella Nazionale Usa di pallamano, per le Olimpiadi di Atlanta. Un’esperienza dal valore doppio, visto che si ritrovò in squadra il fratello maggiore Thomas. Oggi Joe Fitzgerald ha 45 anni ed è un sacerdote, direttore del centro vocazioni della diocesi di Rockville Centre, nella provincia ecclesiastica di New York.

In un’intervista al National Catholic Register, rilanciata dal sito dello stesso centro vocazionale, padre Joe si racconta. “Nella mia ultima partita di pallamano – ricorda – segnai otto gol e non mi sono più voltato indietro”. Una decisione, quella di abbandonare il professionismo, della quale non si è mai pentito: “C’è qualcosa nella mia vocazione che non avrei mai ottenuto praticando qualsiasi sport”. Entrò in seminario il 30 agosto 2001, giorno del suo 30esimo compleanno, a Douglaston (New York). Pochi giorni dopo, l’attacco al World Trade Center, un’esperienza che, commenta padre Fitzgerald, “ha mostrato come ci sia assoluto bisogno di bontà e speranza, come quella espressa nella vocazione al sacerdozio vissuta”. Al giornalista Trent Beattie, che gli chiede che consigli dare agli atleti presenti, padre Joe risponde così: “Nonostante tutto il lavoro svolto e l’attenzione che l’Olimpiade attira, le partite e le medaglie non definiscono chi siano loro. Il loro più grande titolo, indipendentemente dal numero di medaglie che potrebbero vincere, è essere figli di Dio, amati. Consapevoli di questo, dovrebbero competere non per la loro gloria, ma per quella di Dio”.

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