Dan Peterson
Dan Peterson

“Ho cominciato ad allenare a 15 anni alla ”Gioventù cristiana”, la Toung Men’s Christian Association (Ymca). Ero scarso a giocare a basket, piccolo di statura, e fui tagliato dalla squadra del liceo. Ma lo stesso coach che mi escluse mi disse che sarei diventato un grande allenatore”. Dan Peterson lo è diventato, prima di conquistare il pubblico tv con i commenti delle partite. Ad Avvenire (qui l’intervista completa) racconta la sua esperienza di fede: “sono cristiano, protestante anche se non protesto, e ogni dieci anni ho preso l’abitudine di leggere la Bibbia da cima a fondo. Mi ci vuole un mese, sfruttando soprattutto la notte. Quanta saggezza racchiusa in quei testi scritti migliaia di anni fa. Mi colpisce la leadership di Gesù: magari i governanti oggi avessero i suoi principi. Lui sapeva leggere il cuore dell’uomo”. Ma il passo biblico che più ama, spiega, è nell’Antico testamento: “Davide contro Golia. Per me che sono basso il coraggio di Davide è stato esemplare. Non è stato facile all’inizio: il basket mi piaceva, ma il canestro mi sembrava più vicino alla luna che alla mia testa. Ero piccolo e magro magro. Ma è stata la molla che mi ha spinto a studiare e impegnarmi di più per diventare un bravo coach”.

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