Don Aldo Rabino
Don Aldo Rabino

di don Luigi Chiampo

Matteo Darmian, dal Torino al Manchester United, “è l’espressione di un ragazzo cresciuto all’oratorio che non ha dimenticato i valori che ha ricevuto, è tuttora di grande spessore umano, con una grande umiltà, non si è montato la testa sebbene stia raggiungendo i traguardi più prestigiosi che un ragazzo possa sognare nell’ambito sportivo”. Questa intervista a don Aldo Rabino, storico cappellano del Toro, è datata 28 luglio scorso. Pochi giorni dopo, il 18 agosto, don Aldo, nel grande mistero della vita, viene chiamato da Dio Padre a lasciare questa esistenza terrena. Un grande uomo e prete, con cui spesse volte ho condiviso riflessioni sul mondo dello sport.
Don Aldo Rabino era nato a Torino nel 1939. Promessa del calcio giovanile aveva lasciato lo sport attivo per diventare, nel 1968, sacerdote salesiano. Una vita nell’oratorio, da vero seguace di don Bosco. Dal 1969 si dedica anima e corpo ai giovani di Torino e ai poveri dell’America Latina attraverso l’Associazione Oasi (Ora Amici Sempre Insieme) da lui fondata e che conta oggi circa 500 volontari. Nel 1971 don Francesco Ferraudo gli lascia l’incarico di padre spirituale del Torino e quindi da oltre quarant’anni seguiva le gesta della sua amata squadra e dei suoi ragazzi.
Uomo di provata fede, ma anche di coraggio, passione, umanità e soprattutto spirito di sacrificio, don Aldo era stato anche consigliere nazionale della Figc e adesso era presidente onorario della Fondazione Stadio Filadelfia. Era un uomo capace di mantenere l’equilibrio tra fede cristiana e calcistica, dosando la passione sportiva. “Sono a disposizione anche di chi sceglie di non partecipare alle messe”. Nessuna forzatura, insomma. Le uniche sono state per troppa generosità, per quel suo cuore che non ha retto.
Il giorno del suo funerale, monsignor Nosiglia, Arcivescovo di Torino, lo ha ricordato così: “Don Aldo ha scommesso sul Vangelo tutta la sua esistenza. Lo ha fatto perseguendo con entusiasmo e responsabilità la via dello sport, vissuto come fonte di gioia ma anche di riscatto e di crescita educativa della persona, non di pura ricerca del primato e di un ruolo importante. Ha sempre richiesto ai suoi ragazzi, testimoniandolo in prima persona, di non rinunciare ai valori etici e di solidarietà, per arrivare ad essere osannati dai tifosi o dalla stampa”. Ricevuta la notizia mi ha colpito il racconto degli ultimi istanti di vita terrena di don Aldo: quando ha capito quello che stava succedendo ha chiamato attorno al suo letto tutti i ragazzi che erano con lui nell’esperienza di campo estivo e ha detto loro: “Preghiamo insieme….”.

Don Luigi Chiampo ha vinto la maratona di Torino nel 1987, le straTorino del 1985 e del 1987, e altre gare di prestigio. Sulla distanza dei 42 chilometri ha un personale di 2h 15′ 50”. Oggi è parroco a Bussoleno (Torino)

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