Riccardo Vattuone è una leggenda nel mondo della pallacanestro giovanile bolognese.Fondò, oltre quattro decenni fa, la sezione basket della polisportiva Pontevecchio, allenando generazioni di atleti. Poi la scintilla della vocazione, in tempi più recenti: “È venuta dal cuore, ma è accaduto che a un certo punto della vita il vescovo Caffarra me lo ha chiesto”. La risposta è stata quel “sì” che lo ha portato oggi a essere cappellano di Sant’Antonio di Savena, “una parrocchia con una tradizione di basket notevole”, precisa don Riccardo. Il quale, evidentemente, non ha abbandonato la passione per la palla a spicchi (“Il migliore di sempre? Larry Bird, giocava in modo molto intelligente”) e di certo non sarebbe terrorizzato dall’idea di sedersi di nuovo su una panchina, prima o poi. Il tempo è poco, don Riccardo è professore ordinario di storia greca all’università di Bologna, ma la passione per la pallacanestro non conosce confini. Uno sport che ha molto da insegnarci: “Se non si è tutti insieme, non si può andare da nessuna parte”.
“A quanto si sapeva, Vattuone era come un padre per i suoi ragazzi, qualcosa di simile a un direttore spirituale, li aiutava molto per quanto riguarda non solo la tecnica o la tattica – spiega Bruno Trebbi di bolognabasket.it –. Per questo non ci siamo stupiti che sia stato ordinato sacerdote: esercitava un ruolo di missione anche nel suo ruolo di allenatore”.

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