I gemelli Dematteis
I gemelli Dematteis

di don Luigi Chiampo

Anche l’Italia ha i suoi gemelli vincenti nello sport; li ho conosciuti quattro anni fa in una gara internazionale di corsa in montagna svoltasi sulla montagna della Valle di Susa, il Rocciamelone. Me li aveva presentati mio fratello Piergiorgio, allora allenatore della squadra nazionale di corsa in montagna che negli ultimi vent’anni ha vinto tutto ciò che si poteva vincere a livello mondiale; non credo vi sia nazionale italiana capace di tanto. Mi hanno colpito per la loro semplicità e partecipazione i gemelli Bernard e Martin Dematteis, nativi di Sampeyre nel cuneese, che della grinta del montanaro hanno fatto il loro motivo vincente. Nei campionati europei svoltisi il 2 luglio scorso ad Arco di Trento la vittoria doveva essere di Bernard, che dopo una dura gara sotto la pioggia ha staccato tutti, come suo solito fare, ma a pochi metri dal traguardo ha atteso suo fratello Martin, che a quel momento aveva appena superato il turco Ahmet Arslan, pluricampione continentale in quest’ultimo decennio; i due si sono avviati insieme al traguardo e sulla linea Bernard ha lasciato la vittoria a Martin. Una bella storia di amore tra fratelli. Ma c’è dell’altro, cioè il vero motivo di tutto questo: Bernard ha rinunciato al titolo europeo per coronare un sogno tanto atteso da Martin e vissuto nel dolore della perdita del figlio primogenito Matteo di 11 mesi, poco più di un anno fa, e si sa che i gemelli vivono in simbiosi sia le gioie che le difficoltà che la vita riserva. Non si crede mai che il dolore abbia un traguardo da tagliare a mani alzate ma Martin ci ha dimostrato il contrario. Tutto questo per dirci che conta poco l’agonismo quando ci si ama da fratelli e ci si ama davvero, monito per le volte che come cristiani usiamo la parola più abusata e compromettente del credere: fratello!.
Martin e Bernard ci hanno ricordato che tanti sacrifici in anni di allenamenti vissuti insieme trovano significato non nel gradino più alto del podio ma nella vittoria sul proprio egoismo diventando uomini migliori.
Le lacrime amare di Martin un anno fa in una corsa, appena dopo la morte del figlio, ad Arco sono diventate meno amare grazie al passo indietro di Bernard che, bandiera italiana nelle mani, ha alzato l’indice al cielo a dirci che quella gara l’aveva vinta Matteo, era lui il campione europeo di corsa in montagna; lassù dove la terra tocca il cielo.

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