Leicester: Ranieri e Vardy esultano dopo un gol
Leicester: Ranieri e Vardy esultano dopo un gol

Nello sport si esaltano i campioni ma generano simpatia gli outsider, soprattutto quando vincono. L’epopea di Davide e Golia è sempre più che mai attuale; il vero tifoso porta sempre dentro sé quel velato sentimento di pietismo di chi sa ancora gioire quando vince il più debole. Anche se ci piace il vestito di Davide siamo però più garantiti nei panni di Golia. In questi ultimi tempi molti ultimi stanno diventando i primi; con ironia potremmo dire che le parole di Gesù sono sempre attuali…
Il Leicester di Ranieri sta vincendo la Premier inglese di calcio; le ragazze della pallavolo del Casalmaggiore hanno vinto la Champions League; alcuni giorni fa c’è stata una partita più unica che rara nel tennis: Djokovic viene battuto dal ceco Vasely sul rosso di Montecarlo. Su questa ultima partita mi ha colpito l’atteggiamento del pubblico; quando faceva break Vasely vi era un’ovazione, quasi a spingere Davide con la fionda del tifo, e quando Djokovic è uscito sconfitto uno scrosciare di mani ha dato il sacro rispetto a Golia. A ricordarci che ci fanno tenerezza i Davide ma vorremmo tutti essere Golia.
Tutto questo mi fa ricordare una calda sera di settembre di 30 anni fa a Perugia. Stavo correndo il Giro dell’Umbria, il giro d’Italia dei podisti per capirci; avevo appena concluso la quarta e penultima tappa, quattro atleti erano racchiusi in soli 50 secondi, tra i quali anche il sottoscritto, tra i quattro tanti Golia a cominciare da Orlando Pizzolato, fresco vincitore della maratona di New York; e alla fine mancava una sola tappa, l’ultima, quella che si concludeva nel bellissimo paesaggio della Perugia alta e storica.
Quella sera, appena dopo cena, mi vedo entrare una ventina di podisti provenienti da tutta Italia; quasi tutti a me sconosciuti. Uno di loro, con accento romano, mi disse: “Siamo venuti a tenerti compagnia e a non farti sentire la pressione della competizione perché tutto il gruppo vuole che domani vinca tu il Giro dell’Umbria!”. Mi ha fatto tenerezza soprattutto perché si è creato subito un clima di allegria e simpatia, o forse meglio empatia, tra battute, barzellette e canti la serata è volata via in un attimo.
Li ho salutati con la flebile promessa che il giorno dopo avrei dato tutto me stesso soprattutto per loro; qualche lacrima è affiorata e qualche tuffo al cuore mi ha dato la buona notte; ho chiuso la porta sperando di aprire domani quella della vittoria….
Il giorno dopo ha vinto Golia ma Davide si è portato a casa la medaglia più bella che si può mettere al collo: quella della partecipazione nell’amicizia, della compassione – patire con, di sentire che la fionda più potente non sta nelle tue mani ma nel cuore di chi tifa per te.

CategoryGiro di Chiampo
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