Fernando Santos portato in trionfo
Fernando Santos portato in trionfo

“Ho sempre parlato con Dio, in tutta la mia vita”. Così disse Fernando Santos, allenatore del Portogallo campione d’Europa, in un incontro organizzato dal Secretariado Nacional da Pastoral da Cultura (organismo della Conferenza Episcopale Portoghese), nel novembre del 2015. I cronisti avevano provato a strappargli due parole su argomenti più di attualità sportiva (una partita con il Lussemburgo), ma il mister si era opposto: “Non voglio parlare di questi temi, oggi, ma di fede, che è un argomento molto più interessante”. Spiegò come la preghiera fosse al primo posto, nelle cose da fare appena svegli, seguita da una lettura di brani della Bibbia. Ma da giovane, però, al sua fede era “take-away”, così l’aveva definita: un po’ improvvisata, “non spostava le montagne”. Fu col tempo, già padre di famiglia, che scoprì che “Cristo è vivo in ciascuno di noi”. A proposito della famiglia: senza questa “non esiste società. Inizia tutto da lì – disse Santos –. Se non riusciamo a cambiare nell’ambito della famiglia, difficilmente possiamo fare qualcosa per cambiare la famiglia più grande che ci circonda, vale a dire la società. La famiglia oggi sta perdendo valore e, quando questo succede, diventa tutto più difficile”. Una battuta in chiusura di incontro anche sul Papa: “Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco sono superlativi. Credo che Francesco ora stia facendo qualcosa di molto importante”.

L’articolo di Snpcultura.org (in portoghese)

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