Niels Bohr
Niels Bohr

Velleitario. Un tiro da metacampo, se non ti chiami Pelè o Maradona, è velleitario. Mai una volta che sia insensato, impossibile, troppo ambizioso. Talmente entrato nel linguaggio sportivo, questo termine, che ormai pensiamo si possa utilizzare soltanto esibendo un patentino da telecronista. Quel tiraccio della selezione tedesca di Mittweida, ad ogni modo, è velleitario. È il 1905 e il calcio vive ancora nel dilettantismo, che significa passione e buona volontà, non certo talento sportivo. La porta della Akademisk Boldklub, più comunemente nota come AB (forse anche i danesi riconoscono l’alto tasso di impronunciabilità delle loro parole), è difesa da Niels Bohr. Che resta impassibile, mentre la palla corre verso di lui. Come chi è fin troppo tranquillo. O come chi ha la testa tra le nuvole. Qui, per la precisione, siamo nel secondo caso. «Cosa è capitato?», chiedono i compagni di squadra, ancora increduli per il gol subìto. «Niente – risponde –. Stavo pensando ad un problema matematico, mi sembrava interessante». Questo spiega anche perché Niels Bohr non sarà mai convocato in nazionale, a differenza del fratello Harald, anch’egli esimio studioso ma pure argento olimpico a Londra 1908. Nel bel mezzo di un’altra partita, racconteranno alcuni giornali, Niels corre negli spogliatoi (e le sostituzioni non le hanno ancora inventate). Dopo una decina di minuti, torna a difendere la porta: «Scusate – dice ai compagni di squadra –. Mi erano venute alcune idee riguardanti la fisica e ho preso appunti, prima di dimenticarmele». Nel 1922, per i suoi studi sulla struttura dell’atomo, vince il premio Nobel per la fisica, succedendo ad uno scienziato tedesco che lo stimava molto, di nome Albert Einstein. Quell’anno nasce suo figlio Aage. Che nel 1975 otterrà lo stesso riconoscimento (sempre premio Nobel, e sempre per la fisica), per le ricerche sui moti delle particelle nei nuclei atomici. Due generazioni tenute insieme dall’amore per la scoperta. Un’impresa incredibile. Quasi velleitaria.

CategoryCalciastorie
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