“Per migliorare bisogna provare e riprovare”. Andrea Pirlo spiega come è riuscito a mettere a frutto quel suo talento nel calciare le punizioni. Sulla Gazzetta dello Sport, ogni due mercoledì, il campione ora in forza al New York City darà piccoli suggerimenti, a partire da quello che è il suo marchio di fabbrica. Le punizioni, appunto: “Per migliorare bisogna provare e riprovare. Io lo facevo a fine allenamento – racconta Pirlo – oppure andavo all’oratorio con mio fratello, mettevamo una barriera improvvisata e tiravamo”. Ogni tanto si variava, continua il centrocampista campione del mondo nel 2006: “Giocavamo pure ai rigori o a centrare la traversa. Bisogna pure studiare come calciano quelli bravi”. Aveva visto Juninho Pernambucano, specialista nelle punizioni: “Mi sono chiesto: ”Ma come fa a tirare così?”. E ci ho provato”.

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