Diciamolo subito: correre una maratona sotto le 2h 30′ non è per tutti. Don Vincenzo Puccio c’è riuscito a Treviso, pochi mesi fa, chiudendo i 42 chilometri come quinto classificato (terzo degli italiani e primo di categoria), su circa 5.500 partecipanti. Un ottimo tempo e, a realizzarlo, non un atleta professionista, ma il 41enne parroco di Santa Venera, a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).
Quando è nata la passione per la corsa?
In prima media, nel 1985, il mio insegnante di educazione fisica mi chiese di partecipare ai campionati provinciali di corsa campestre. Non c’erano molti giorni per preparare la gara, però mi presentai lo stesso e arrivai terzo.
E non si fermò più
Invece sì. Entrai in seminario, dieci anni dopo, e mi fecero smettere. La corsa era vista come una forma di narcisismo. Nel 2006 venni ordinato sacerdote e cinque anni fa ho ripreso ad allenarmi. Un signore preparava le maratone e gli dissi: “Ogni tanto possiamo uscire insieme”.

Un allenamento dopo l’altro, è arrivato un signor tempo
A Treviso ho fermato il cronometro a 2h 29′ 11”. È stata la mia prima maratona. Poi corro anche le mezze, i dieci chilometri.. Quello che c’è.
Quindi ora l’obiettivo qual è? Scendere di altri due o tre minuti?
In questo periodo non sono troppo in forma: arrivo da un cambio di parrocchia e ho avuto davvero poco tempo per allenarmi bene. Mi piacerebbe però correre la 100 chilometri del Passatore, la Firenze-Faenza.
Avrà un osso durissimo: quel Giorgio Calcaterra che ha iniziato a vincere dieci anni fa, e non ha più smesso
Sì, ma io in realtà corro per stare bene con me stesso
Chi si trova ad affrontarla in gara cosa dice, quando scopre che lei è un sacerdote?
All’inizio rimangono sbalorditi, poi si crea un bel rapporto. Prima delle gare mi capita anche di confessare, dare benedizioni o consigli.
E in parrocchia? Qualcuno sbotterà pure dicendo: “Questo prete pensa solo alla maratona”. O no?
Non c’è solo la corsa. Sono contenti perché sanno che provo a fare tutto come meglio posso: insegno, studio, preparo catechesi, l’oratorio…
Qual è l’esperienza più toccante del suo essere sacerdote?
Il contatto con gli ammalati, e il pregare per loro e per alcune situazioni di povertà. Quando sento che una famiglia non riesce più ad andare avanti, soffro tanto. Posso provare ad impegnarmi per aiutarla anche se è difficile: si fa quello che si può.
E lo sport cosa le insegna?
La corsa educa ai valori. A uscire da brutte strade, dai vizi, tempra la mente, abituandoti al sacrificio, e ai ritmi. E costruisce amicizie, condivisioni.
Ne riparliamo quando i suoi parrocchiani la batteranno in una maratona
Non ci riusciranno (ride), perché vado davvero forte…

 

Don Vincenzo Puccio

 

 

CategoryConVocazioni
© 2015 Crossmagazine.it | Crossmagazine.it è una testata giornalistica registrata al Pubblico Registro della Stampa al Tribunale di Bologna (n. 8398/2015) del 22/10/2015. Direttore Responsabile Lorenzo Galliani

Privacy e Cookie Policy | sito realizzato da: beltenis.it