Escobar

Al calciatore dell’Al-Wathba, in Siria, rimasto ucciso durante un allenamento nel febbraio del 2013: chi puntò il mortaio verso il comando delle forze armate colpì invece lo stadio. A Tommy, 39enne e padre di nove figli, che ha perso la vita nella sua Inghilterra dopo una delle tante partite giocate tra i dilettanti: la sua colpa era quella di aver fatto un fallaccio, gli hanno voluto dare una lezione. Lo hanno lasciato per terra, come uno straccio. I buoni samaritani, stavolta, sono arrivati troppo tardi.  Ad Andres Escobar, capitano della Colombia ai mondiali di Usa ‘94, che nello sciagurato match contro i padroni di casa intervenne in modo impacciato per fermare il pallone, spedendolo nella propria porta. Dopo dieci giorni fu ucciso a colpi d’arma da fuoco. Il suo assassino, condannato a 43 anni di carcere, è uscito dopo undici per buona condotta. Al turco Oner Canbolat, che poco tempo dopo ha rischiato di condividere la stessa sorte ma per una vittoria: un affronto che alcuni tifosi rivali, accompagnati di coltello, non gli volevano perdonare. Ai 320 tifosi morti durante gli scontri di un Perù-Argentina di mezzo secolo fa. All’arbitro che, durante una partita in Uruguay nell’estate del ‘75, venne freddato a colpi di pistola dal giocatore che aveva appena espulso. A loro, e a chissà quanti altri, vorremmo poter dire che il calcio è anzitutto pace. Che due persone che non si sono mai viste in vita loro, davanti a un pallone, parlano uno stesso linguaggio e non si sentono più estranei. Vorremmo poter dire che, al netto di contrasti dolorosi, scatti di nervosismo e tacchettate sulle caviglie, su un campo è impossibile volersi male. Per questo, quando il calcio è accostato al sangue e alla morte, siamo più spaventati del solito. È come se, in quel momento, il male avesse ufficialmente dichiarato l’occupazione di un nostro spazio di libertà. Uno dei pochi che ci illudevamo di avere ben custodito.

CategoryCalciastorie
© 2015 Crossmagazine.it | Crossmagazine.it è una testata giornalistica registrata al Pubblico Registro della Stampa al Tribunale di Bologna (n. 8398/2015) del 22/10/2015. Direttore Responsabile Lorenzo Galliani

Privacy e Cookie Policy | sito realizzato da: beltenis.it