La copertina del libro di don Alessio Albertini
La copertina del libro di don Alessio Albertini

Nella prefazione all’ultimo libro di don Alessio Albertini, consulente ecclesiastico del Centro Sportivo Italiano (“Non accontentatevi di un pareggio mediocre”), il cardinale Gianfranco Ravasi approfondisce il legame tra sport e fede. “La gratuità, la libertà, la passione, la creatività sono i segni dell’umanità nella sua dimensione più alta – scrive il presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura –. In questa luce nella Bibbia la metafora del gioco è divenuta a più riprese una via per rappresentare Dio stesso e il suo fedele”. I riferimenti sono alla Sapienza, raffigurata nel libro dei Proverbi come una fanciulla che “gioca ogni istante, gioca sul globo terrestre ponendo la sua felicità tra i figli dell’uomo”, e a San Paolo, che, spiega Ravasi, “in una pagina della sua Prima lettera ai Corinzi (9,24-27) sviluppa un grappolo di metafore sportive in chiave spirituale”.

“Non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta deve allenarsi pienamente. Essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una immortale. Io, dunque, corro ma non come chi non ha una meta; faccio pugilato ma non come chi batte solo l’aria; anzi, colpisco duramente il mio corpo riducendolo in schiavitù perché non accada che, dopo aver predicato agli altri, proprio io venga squalificato”

Il linguaggio adottato, spiega Ravasi, “è tecnico: curioso è, ad esempio, il verbo pyktèuô, che ricorre solo qui in tutto il Nuovo Testamento, un verbo che descrive il gesto del pugile che non lancia colpi a vuoto, ma hypopiázô, letteralmente ”cerca di colpire sotto l’occhio”, il punto più delicato del volto dell’avversario”. Mentre nella seconda lettera al discepolo Timoteo (4,7) l’Apostolo, continua Ravasi, “farà il bilancio della sua vita ricorrendo all’immagine della corsa nello stadio, creando in greco persino una rima: ton drómon tetèleka, ten pístin tetèreka, “ho completato la corsa, ho conservato la fede”. D’altronde, il gioco, il divertimento, il tempo libero, la festa, l’intima connessione tra corpo e interiorità della persona fanno parte della civiltà, della cultura e della stessa religiosità di tutti i tempi”.

Nella prefazione, nella quale Ravasi ricorda di essere stato insegnante di Sacra Scrittura di don Alessio Albertini (spendendo poi belle parole sul libro), il cardinale ricorda le tante occasioni nelle quali i papi hanno ricordato i valori dello sport. Da Pio XI, “scalatore di vette alpine”, al tifo di Jorge Mario Bergoglio per il San Lorenzo de Almagro.

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CategoryParole di Sport
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