Luca Toni
Luca Toni

di don Luigi Chiampo

“Appendere le scarpe al chiodo”, espressione poco piacevole per sancire l’addio ad una attività sportiva; momento particolare di un atleta che fa i conti con la sua storia e con il suo futuro.
Il detto risale a un’usanza seguita dagli antichi gladiatori, che quando venivano liberati dedicavano le loro armi al Dio Ercole e le appendevano alle pareti del tempio a lui dedicato.
Luca Toni ha detto addio al calcio giocato con un gol-cucchiaio alla Juventus, la prima della classe, dichiarando i motivi che hanno fatto da motore alla sua carriera: “Non rimpiango nulla nella mia carriera, rifarei le stesse scelte. Altrimenti non sarei arrivato così lontano. Devo ringraziare papà Giancarlo, mamma Valeria e mio fratello Andrea, oltre a mia moglie Marta e i nostri piccoli Bianca e Leonardo. Per il futuro non farò l’allenatore: si invecchia troppo in fretta. Forse farò il manager, ne parlerò presto con il presidente del Verona. Sono in debito con questa città”. Chiaro il passato, limpido il presente e rasserenante il futuro! Per una generazione che non ha più il futuro di una volta una dichiarazione col sapore d’altri tempi.
Non è sempre così quando si appendono le scarpe al fatidico chiodo.
Alcuni cercano di procrastinare il giorno di abbandono dell’attività, nella consapevolezza che il palcoscenico su cui sono accese le luci della ribalta non ha eguali nella vita a livello di emozioni.
Altri vanno a riprendere le scarpe appese al chiodo da poco o molto tempo e le trovano diverse, piccole e scomode, un lontano ricordo dalle scarpe elastiche che solcavano i campi e le strade.
C’è chi è stato capace di dire basta nel momento culmine della sua attività: penso all’atleta Herb Elliot, vincitore dei 1500 metri alle Olimpiadi di Roma 1960, appese le scarpe al chiodo subito dopo la vittoria, a soli 23 anni, dopo 44 gare senza sconfitte. «Ottenuto il massimo – dirà qualche anno dopo – non aveva più senso continuare. Avevo perso l’interesse e avevo altri progetti».
Quel chiodo è guardato da molti con malinconia e rimpianto di un tempo che non tornerà più, se non nei sogni ripetitivi di sensazioni irripetibili.
Per altri quel chiodo si è conficcato nel cuore portandoli a cadere in dipendenze che niente hanno a che fare con lo sport come l’alcool o la droga; alla ricerca di un presente che non sapeva dirmi chi ero ma solo chi ero stato e nella consapevolezza che il futuro non fotocopia mai il passato e la realtà è quasi sempre diversa da come me la immagino. A tutti il fiducioso augurio che il passato è nel cuore di Dio e il futuro nelle sue mani; a noi l’oggi che è un Suo dono, per questo si chiama presente.

CategoryGiro di Chiampo
Tags
© 2015 Crossmagazine.it | Crossmagazine.it è una testata giornalistica registrata al Pubblico Registro della Stampa al Tribunale di Bologna (n. 8398/2015) del 22/10/2015. Direttore Responsabile Lorenzo Galliani

Privacy e Cookie Policy | sito realizzato da: beltenis.it