Luigi Chiampo
Luigi Chiampo

di don Luigi Chiampo

Vi sono ricordi che rimangono indelebili nella nostra mente, sono quelli che hanno coinvolto in profondità il nostro essere; gioiosi o tristi hanno comunque lasciato il segno, come una cicatrice che riguardandola ti rifà sentire il dolore della ferita o ritrovarti tra le mani un vecchio cordino al cui nodo era appeso un aquilone che correva felice nel cielo e tu a rincorrere i suoi colori.
Sono passati 30 anni da quel settembre del 1985 in cui tagliavo vittorioso il traguardo della terza tappa del Giro dell’Umbria che si concludeva ad Assisi; dopo aver vinto la prima tappa ad Orvieto avrei dato qualsiasi cosa pur di tagliare il traguardo davanti a tutti nel paese del poverello evangelico. Qualcuno me lo aveva concesso…. in un finale di dura salita, da Santa Maria degli Angeli, con fior di campioni ad inseguirmi: Pizzolato, che un mese dopo avrebbe vinto la sua seconda maratona di New York, il marocchino Neckadi, il polacco Kus, l’inglese Gother.
Ma il ricordo più bello doveva ancora venire; per un maratoneta credente vincere davanti alla Basilica di San Francesco poteva essere il top, ma il Signore ha sempre nuove emozioni in cui coinvolgerti e non si è fatto attendere. Ero partito da solo per correre quel Giro dell’Umbria, al tempo un po’ come il giro d’Italia per un ciclista, e per risparmiare avevo condiviso la stanza con Mario, atleta categoria master di Como; non lo avevo conosciuto prima ma si era creato subito un bel rapporto, mi incitava e spesso ci scambiavamo le emozioni e le sensazioni che lo sport sa dare all’animo umano. Dopo la salita fatta a tutta scendemmo raccontandoci la vita e davanti a Santa Maria degli Angeli gli dissi: “Mario, vado a Messa alla Porziuncola”, lui non mi rispose nulla ma mi seguì da lontano con lo sguardo; dopo Messa me lo ritrovai in Basilica e mi disse con uno sguardo denso di meraviglia, condito anche da una lacrima: “Mi sono andato a confessare. Sai era dal giorno prima del matrimonio che non lo facevo più….”
Ci siamo allontanati da quel luogo senza dirci una parola… Ma quella sera mi chiesi se ero salito più in alto al mattino lassù o al pomeriggio laggiù. La tua vittoria porta con sé tante parole, la vittoria di un altro il silenzio della condivisione e partecipazione….
E la gioia più grande non è quella di tagliare davanti a tutti un traguardo ma quella di essere strumenti nelle mani di Dio perché tutti possano tagliare quel traguardo di chi sperimenta che la felicità è fare felice qualcun altro.

Don Luigi Chiampo ha vinto la maratona di Torino nel 1987, le straTorino del 1985 e del 1987, e altre gare di prestigio. Sulla distanza dei 42 chilometri ha un personale di 2h 15′ 50”. Oggi è parroco a Bussoleno (Torino)

CategoryGiro di Chiampo
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