L'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi
L’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi

L’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi invita al gioco di squadra: “Nel calcio come nella vita si vince solo se si è capaci di passare la palla, cioè di far arrivare qualcosa di nostro agli altri, senza egoismi e rinunciando al protagonismo. Si vince insieme”. Già da piccolo tifava per i rossoblu allora trascinati da Giacomo Bulgarelli: “In aperta polemica con un mio fratello juventino – racconta Zuppi, in un articolo pubblicato sul Resto del Carlino –, nel 1964 tifai per il Bologna Calcio. Non la prese bene”. Un piccolo presagio della nomina ad arcivescovo proprio di Bologna, avvenuta mezzo secolo dopo: “Quando l’anno scorso mi chiesero se sarei venuto a fare il vescovo a Bologna, io risposi che era più facile che il Bologna Calcio vincesse lo scudetto che io arrivassi qui. Ora io sono venuto per cui…”. Vittoria del campionato in arrivo? Ne aveva già parlato a dicembre, in un incontro coi giovani (“Voglio che il Bologna vinca lo scudetto”). La battuta è sempre pronta.

Sul patron del Bologna Joey Saputo, che pure dice di non conoscere personalmente, Zuppi spende belle parole: “Mi sembra abbia uno spirito propositivo, cerca sempre di evitare le polemiche e ha un atteggiamento costruttivo anche su problemi non di poco conto. Mi piace questo suo puntare sui giovani, perché i giovani sono il nostro futuro e solo se li responsabilizziamo saranno degli adulti maturi pronti a guidarci. E poi mi sembra che il Bologna cerchi di aiutare la solidarietà e questo è un valore in più che aiuterà lo sport a crescere attraverso l’incontro tra le persone”.

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